“Moretti se ne vada a casa”
“MILANO – Le Fs e il suo amministratore delegato Mauro Moretti impediscono ai nuovi operatori di affacciarsi sul mercato, costringendo gli italiani a viaggiare «malissimo». Parte all’attacco del monopolio dei treni Diego Della Valle, proprietario della Tod’s, patron della Fiorentina e azionista, insieme al presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, della società privata del trasporto ferroviario Ntv. intervistato da Maria Latella su Sky, l’imprenditore marchigiano protagonista in questo 2011 di campagne memorabili contro i sistemi consolidati di potere (dalle bordate al presidente delle Generali Cesare Geronzi la scorsa primavera, all’affondo sui politici in autunno quando acquistò intere pagine dei quotidiani per pubblicare il suo j’accuse) è tornato anche all’attacco di Guido Rossi su Calciopoli e ha criticato la politica industriale degli ultimi trentanni che si è sempre e solo dedicata alle grandi imprese. «Vedere che il Italia il monopolizzatore delle ferrovie, che costringe i cittadini italiani a viaggiare malissimo da sempre, cerchi anche di contribuire a non far arrivare nessun altro che possa far viaggiare bene gli italiani, è una cosa assolutamente assurda», ha sostenuto . «L’amministratore delegato delle ferrovie, è di lui che parlo, di Mauro Moretti, è stipendiato dagli italiani. Deve andare a casa» è stato l’affondo.
«CHI NON FUNZIONA DEVE ANDARE A CASA» – Con Moretti «non c’ una polemica personale, ma come possiamo pensare che grandi società internazionali vengano ad investire in Italia, se poco poco – si è chiesto l’imprenditore – vedono quello che stanno combinando, che sta capitando a questa società che vuole essere concorrenziale, con questa vecchia pseudo politica che sta combinando guai?» É necessario che il governo «questo governo o il prossimo, tagli tutto quello che rappresentava la vecchia politica, non la buona politica che c’era, ma la vecchia politica che non funzionava. Questo mondo di personaggi che erano attori o registi della vecchia politica e hanno gestito male le imprese del Paese devono andare a casa, noi come cittadini li vogliamo a casa. Vogliamo della gente seria che ci amministri bene in tutte le cose che non funzionano. Ci sono molte altre aziende che funzionano, come l’Eni, ci sono aziende bellissime italiane e a quei signori dobbiamo fare un plauso. Ma a tutti quelli che non funzionano palesemente, bisogna chiedere gentilmente di andare a casa». (…)”
estratto dall’articolo del Corriere.it -
Ci siamo stancati di commentare
Insomma, sinceramente, ci siamo stancati di commentare.
Anche in questa terza settimana del nuovo orario abbiamo assistito alla solita, interminabile sequenza di soppressioni. Ogni giorno si guasta un treno o anche due (e quindi tutte le corse che fa quel treno vengono soppresse in quanto non ci sono treni per le sostituzioni).
Carrozze che vengono tolte surrettiziamente. Carri bestiame dall’andatura lenta e flemmatica, le solite presenze moleste e sudicie a bordo, la sporcizia e il degrado sui treni e nelle stazioni.
I tabelloni che non riportano informazioni aggiornate, il servizio del Viaggiatreno che non funziona
I soliti problemi che si ripetono da troppi anni e che non accennano a risolversi, anzi si aggravano sempre di più. E le solite, patetiche, vergognose giustificazioni.
E poi ci tocca sopportare l’irritante onnipresenza del “bel tomo” con la faccia da schiaffi.
Che ha applicato con gelido cinismo lo stile berlusconiano (anche se non è della stessa parte politica) nella gestione della proprietà pubblica. Che, mentre tutto casca a pezzi, ogni giorno con arroganza le spara sempre più grosse, di fronte a giornalisti inginocchiati, che non si azzarderebbero mai a contraddirlo o finirebbero la carriera.
Che, negli altri stati, sarebbe stato cacciato a pedate. Ma già da un pezzo.